Op.2 – SHADES OF LIGHT, VARIAZIONI SENZA TEMA (2025) – ca. 6′30″
Commissione del progetto concertistico e discografico Sartoria per Ottoni — Brescia/Darfo, Italia
Composizione: Como, 14 gen–17 feb 2024 (v.1); ago–set 2025 (v.2); testo d’autore definitivo completato il 17 set 2025
Forma/struttura: suite in 4 movimenti — I. Introduzione, misterioso e nobile; II. Più vivo; III. Deciso; IV. Giocoso, a modo di danza
Organico: SESTETTO DI OTTONI — Op.2/a: 1 TROMBA PICCOLA (in Si♭), 3 TROMBE (in Si♭), 1 TROMBONE TENORE, 1 TROMBONE BASSO | Op.2/b: 1 TROMBA PICCOLA (in Si♭), 2 TROMBE (in Si♭), 1 CORNO (in Fa), 1 TROMBONE TENORE, 1 BASSO-TUBA
Nota. Op. 2/a e Op. 2/b sono varianti d’organico per l’uso pratico, con minime variazioni mirate a favorirne l’esecuzione pratica; entrambe riflettono lo stesso stato testuale.
Prima assoluta: Op.2/a, 24 ott 2025, Auditorium del Conservatorio “L. Marenzio”, Darfo Boario Terme; Luca Marenzio Brass; Marcello Manfredi Bassi (tromba piccola), Angelo Cavallo (tromba I), Simone Carolfi (tromba II), Giuseppe Mercieri (tromba III), Giacomo Domenighini (trombone tenore), Alessio Brontesi (trombone basso); dir. Federico Biscione.
Storia testuale:
– v.1, s.1 (feb 2024): autografo digitale, versione di laboratorio; 5 movimenti; organico: tromba piccola (in la), 3 trombe (in do), euphonium, trombone tenore; titolo di lavoro Theme-less Variations; catalogato Op.8 (numerazione obsoleta); partitura e parti; IMSLP (03 mar 2024).
Nota. Sebbene concepita per le forze disponibili durante le esecuzioni di laboratorio, questa strumentazione funge da archetipo morfologico da cui derivano entrambe le varianti successive (Op. 2/a–b). La parte di euphonium anticipa la linea del basso-tuba della variante b, mentre la texture a tre trombe persiste nella variante a. Prime esecuzioni di laboratorio relative a questo stato testuale: 02 mar 2024, Auditorium del Conservatorio “L. Marenzio”, Darfo Boario Terme; ensemble di ottoni del Conservatorio di Darfo, dir. Leonardo Perico; 09 mar 2024, Sala Bazzini, Conservatorio “L. Marenzio”, Brescia; ensemble di ottoni del Conservatorio di Darfo, dir. Federico Biscione.
– v.1, s.2 (ago 2024): autografo digitale rivisto; aggiustamenti di contrappunto, impaginazione (incisione) rifinita; partitura su IMSLP (pre-rinumerazione Op.8).
– v.2 (ago–set 2025): autografo digitale interamente rielaborato; 5 movimenti ridotti a 4 (fusione I & II); organico e scrittura ampiamente riscritti; variante per quintetto d’ottoni standard + tromba piccola (Op.2/b); partitura e parti; testo d’autore definitivo.
Pubblicazioni:
– Casaccia, Alexandre. Shades of Light, theme-less variations (Op.2/a). Partitura e parti. Edizione auto-pubblicata, 23 ott 2025. DOI: 10.5281/zenodo.17423851; disponibile anche su IMSLP (n. rif. interno IAC 11). → Riflette v.2.
– Casaccia, Alexandre. Shades of Light, theme-less variations (Op.2/b). Partitura e parti. Edizione auto-pubblicata, 23 ott 2025. DOI: 10.5281/zenodo.17425240; disponibile anche su IMSLP (n. rif. interno IAC 11). → Riflette v.2.
Registrazioni:
– Op.2/a, studio, 15 ott 2025, Brescia; Luca Marenzio Brass; dir. Federico Biscione.
– Op.2/a, dal vivo, 25 ott 2025, Salone da Cemmo, Brescia; Luca Marenzio Brass; dir. Federico Biscione. DOI: 10.5281/zenodo.17524088; caricata anche su YouTube (28 ott 2025) → Riflette v.2.
Licenza: © 2025 Alexandre Casaccia. Pubblicato sotto CC BY-SA 4.0.
NOTA DI SALA
Shades of Light è un sestetto di ottoni nato dalla quiete alpina e da profonde affinità simboliche. Eseguito in prima assoluta dall’ensemble Luca Marenzio Brass nella cornice della Val Camonica, il brano è stato composto in occasione del progetto concertistico e discografico “Sartoria per Ottoni” curato dal compositore Federico Biscione, in collaborazione con gli esecutori di chiara fama Angelo Cavallo (tromba) e Alessio Brontesi (trombone).
Con Shades of Light, Casaccia si è proposto di comporre variazioni senza tema — titolo provvisorio del brano. Utilizzando un semplice motivo di quattro note, ripetuto incessantemente, il sestetto rappresenta un primo avvicinamento alla tecnica ch’egli definirà successivamente di distorsione, ovvero di prevalenza della cornice sull’idea. Sebbene il motivo possa essere analizzato come tema, nel senso germinale schoenberghiano di Grundgestalt, esso non subisce alcuna evoluzione sostanziale, non presenta uno sviluppo chiaro, né vi si può delineare un inizio o una fine a questo processo, se non quelli determinati dai limiti stessi del brano. Il compositore presenta piuttosto un continuum di stati variabili, testando i confini tra permanenza e mutamento, con soli due principi organizzativi: la ripetizione del motivo e la progressiva intensificazione di tempo e dinamica.
Il titolo ossimorico dell’opera nacque durante il soggiorno dell’autore a Capo di Ponte, paese famoso per le sue incisioni rupestri dell’età del ferro, in particolare per la misteriosa rosa camuna, antico simbolo solare della più antica civiltà italica. Il giorno della prima prova del brano, quando i raggi del sole affioravano sulla cima del Monte Concarena, l’interpretazione classica della rosa camuna della studiosa Paola Farina — quale simbolo di luce, vita e buona sorte — colpì il compositore per la sua affinità con il motivo a quattro note delle variazioni, con il suo contorno sorgivo, la sua geometria simmetrica, e le sue ambiguità tonali. Così il titolo divenne Shades of Light, evocativo non solo della luce stessa, ma anche dei misteri velati e fugaci che essa porta con sé — riecheggiando così l’essenza del motivo e delle sue variazioni senza tema.
Sulla location (registrazione del 25 ott. 2025) — Salone da Cemmo
La registrazione dal vivo di Shades of Light si è svolta nel Salone da Cemmo a Brescia, una magnifica sala quattrocentesca affrescata da Giovanni Pietro da Cemmo e bottega (ca. 1490). Un tempo biblioteca del convento agostiniano di San Barnaba, la sala avvolge l’ascoltatore in un dialogo fra arte, luce e suono—contrappunto ideale a Shades of Light, le cui trame musicali rispecchiano il chiaroscuro delle superfici dipinte di da Cemmo.
Sugli interpreti
L’esecuzione è stata affidata ai Luca Marenzio Brass sotto la direzione del compositore e direttore Federico Biscione, figura di punta della musica italiana contemporanea, le cui opere sono state commissionate ed eseguite in tutta Europa. L’ensemble—fondato dai celebri solisti Angelo Cavallo (tromba) e Alessio Brontesi (trombone)—riunisce alcuni tra i principali ottonisti d’orchestra italiani e i loro migliori studenti del Conservatorio “L. Marenzio”. I suoi membri si esibiscono regolarmente con istituzioni di primo piano quali le orchestre della Scala e della Fenice, incarnando al tempo stesso la tradizione e il rinnovamento della scuola italiana degli ottoni.
PARTITURE & PARTI
PARTITURA DI CONSULTAZIONE (Op.2/a) disponibile qui sotto | PARTITURE & PARTI (Op.2/a & Op.2/b) disponibili su richiesta
MANIFESTI & PROGRAMMI
