Op.5 – LABYRINTH, TRITTICO PER PIANOFORTE (2026)– ca. 12′
Composto per il 1° Concorso Internazionale di Composizione “Contrapuncta” – scadenza 30 giu 2026, Bordeaux, Francia; dedicato al pianista concertista e didatta Daniele Del Deo.
Composizione: Como, mag–lug 2025 (s.1); rev. dic 2025–gen 2026 (s.2), rielaborazione/consolidamento da fonti precedenti (cf. Genealogia); testo d’autore definitivo completato il 14 gen 2026
Forma/struttura: ciclo in 3 movimenti — I. Impulse-Echo; II. Memory; III. Parable.
Organico: PIANOFORTE SOLO
Storia testuale/Genealogia (fonti per movimento e cambi di tonalità — le date si riferiscono a testimoni Patamu; Op. ad una numerazione obsoleta):
I. Impulse-Echo — Suite Lirica (7 pezzi) Op.1b, n.1 Lieve, fugace; largo (15 feb 2022). Do♯ m → Si m.
II. Memory — Quattro Pezzi, n.3 Largo (18 set 2020) → Suite Lirica (4 pezzi) n.1 Largo elegiaco; presto; largo (21 apr 2021) → Suite Lirica (7) Op.1b, n.4 Largo elegiaco; andante; largo (15 feb 2022). Mi♭ m / Mi m dialettica mantenuta.
III. Parable — Suite Lirica (7) Op.1b, n.3 Desolato, tragico; quasi doppio mov.t; placato (15 feb 2022). Do m → Si m.
Nota. Bozze per un trittico orchestrale non realizzato (un progetto di “Op.1c”, riorganizzazione della Suite Lirica, feb 2022) anticipavano già un’architettura tripartita con gli stessi brani. Quando, nel maggio 2025, Casaccia definisce l’architettura dei sedici preludi di Aspiration to Enfold All (Op.4), conferma parallelamente un destino separato per i movimenti restanti della Suite Lirica, che vengono riservati al trittico pianistico. L’intensa ristrutturazione tonale intrapresa per Op.4 — primo uso sistematico dello spostamento di tonalità su materiali ereditati — sembra fornire sia un modello tecnico che lo stimolo immediato per legare l’Op.5 in un ciclo centrato sulla nuova tonalità di Si minore, in dialogo consapevole con l’architettura dei preludi appena definita.
– s.1 (lug 2025): stato iniziale del trittico per pianoforte con titoli di lavoro: Triptych – Toccata, Elegy, Variations; autografo digitale caricato su IMSLP il 07 lug 2025; ciclo in tre movimenti in Si minore già stabilito nell’ordine finale.
– s.2 (gen 2026): autografo digitale revisionato; chiarimenti significativi su notazione/incisione/contrappunto; aggiustamenti di dettaglio strutturale; testo d’autore definitivo
Pubblicazioni:
– Casaccia, Alexandre. Labyrinth, piano triptych (Op.5). Partitura. Edizione auto-pubblicata, 14 gen 2026. DOI: 10.5281/zenodo.17833537; disponibile anche su IMSLP (n. rif. internoIAC 4). → Riflette s.2.
Licenza: © 2026 Alexandre Casaccia. Pubblicato sotto CC BY-SA 4.0.
NOTA DI SALA
Labyrinth è un ciclo pianistico in tre movimenti in cui si articola un linguaggio di lirismo concentrato a partire da un repertorio di materiali volutamente contenuto ma fortemente differenziato. In superficie la musica appare dall’espressività immediata – melodie per lo più congiunte, funzioni tonali chiaramente delineate, figurazioni d’accompagnamento in ritmi regolari – mentre la scrittura sottostante resta rigorosamente argomentata. L’intera opera è attraversata da una dialettica caratteristica che oppone figure discendenti, gravitazionali, a gesti arpeggiati ascendenti, un gioco di lamento ed élan vital proiettato orizzontalmente e verticalmente nella melodia, nell’armonia e nella trama sonora.
Il primo movimento, Impulse-Echo, introduce questo linguaggio in una forma tripartita compatta di derivazione sonatistica. Una sezione introduttiva conduce a due aree tematiche contrastanti che in realtà condividono i medesimi profili generativi: una linea discendente ornata, riconducibile a un semplice tetracordo (motivo B), e una figura più attiva e protesa verso l’alto, spesso collocata nell’accompagnamento in stretto dialogo contrappuntistico con la melodia (motivo A). Una sezione centrale di sviluppo (Durchführung) frammenta e ridistribuisce questi motivi attraverso una modulazione pressoché continua, prima che una caratteristica coda–ripresa chiuda il movimento richiamando brevemente in canone il tema lento e reimponendo la trama iniziale, con un discreto effetto-specchio. L’adagio centrale, Memory, presenta un unico periodo cantabile governato da un principio parabolico: il corpo principale in mi minore (sottodominante dei movimenti estremi) è incorniciato da pagine in mi♭ minore, che operano come regione tensiva di dominante, mentre una semplice linea discendente è lasciata cantare quasi senza ornamenti in frasi lunghe prima di invertirsi e salire verso la cadenza; il piano tripartito – esposizione, intensificazione, ripresa – descrive un arco complementare di accumulo e distensione.
Il movimento conclusivo, Parable, adotta una forma di tema e variazioni e rende esplicita la parabola nella sagoma del proprio tema: un arpeggio iniziale, scritto come triade in primo rivolto con un marcato slancio ascendente, è seguito da una linea congiunta discendente che chiude il gesto. Cinque variazioni concise sondano diverse sfaccettature di questo contorno, talora spingendo l’élan arpeggiato verso una figurazione più estroversa, talora dilatando la componente discendente attraverso la trama fino a farne la forza dominante. Sul piano armonico, il movimento riafferma il si minore e svolge la funzione di summa in cui la traiettoria sottesa dell’opera viene progressivamente chiarita; nel suo insieme Labyrinth si legge come una curva unica e coerente, tre movimenti distinti che offrono punti di vista complementari su un repertorio ristretto di motivi diatonici continuamente riformulati attraverso una costante reinvenzione armonica e ritmica.
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