High Strangeness, Op. 8

Op. 8 – HIGH STRANGENESS (2027) — ca. 19′30″

Composto in parziale adempimento dei requisiti del Diploma accademico di II livello in Composizione, Conservatorio di Brescia


Quartetto di legni e pianoforte · ca. 19′30″ · Quattro movimenti

Flauto, clarinetto (in Si♭), fagotto, pianoforte

Consulta partitura e parti · Ascolta · Parliamo di un’esecuzione

Testo di accompagnamento: Tesi del compositore


Nota di sala:

High Strangeness, quartetto per legni e pianoforte, esplora il confine sottile tra forma classica e disintegrazione onirica. Strutturato in quattro movimenti, il brano si sviluppa come un dialogo fra ordine e dissoluzione — un processo che il compositore definisce di deformazione. A differenza della variazione tradizionale, in cui un tema si trasforma internamente attraverso processi melodici, armonici o ritmici, qui l’enfasi è posta sulla trasformazione del contesto in cui le idee musicali appaiono. Il materiale può ricorrere quasi identico, ma essere ridefinito a causa del nuovo ambiente, generando un effetto al tempo stesso surreale e familiare.

High Strangeness gioca così lungo la linea di faglia della percezione — lucido, inquietante e impeccabilmente strano — offrendo una meditazione sulla ripetizione, la percezione e l’instabilità del significato. Il risultato è una sorta di allucinazione musicale: strutturata, dettagliata, ma sempre prossima a sfuggire di mano. Il titolo stesso, preso in prestito dal vocabolario degli studi paranormali, allude a questa duplicità: High Strangeness evoca qualcosa di innegabilmente reale, eppure vagamente impossibile. In questo brano, il linguaggio classico incontra la logica surreale del sogno, invitando l’ascoltatore ad abitare entrambi i mondi contemporaneamente.



Composizione: Como, 01 gen–16 mar 2025 (s. 1); gen 2027 (s. 2), testo d’autore definitivo completato 27 gen 2027

Forma/struttura: ciclo in 4 movimenti — I. Tempo d’Attacco; II. Tempo di Mezzo; III. Arioso; IV. Finale

Serie d’organico: QUARTETTO di LEGNI e PIANOFORTE n. 1

Organico:

FLAUTO, CLARINETTO (in Si♭), FAGOTTO, PIANOFORTE

Storia testuale:

– s. 1 (mar 2025): autografo digitale; sola partitura, in altezza reale; stato d’esame; catalogato come Op. 11 prima della rinumerazione adottata dal 24 mar 2025; incluso nella tesi di diploma del compositore, La composizione cameristica per legni e pianoforte dalle origini ai giorni nostri, Parte III, pp. 55–83 (cfr. Testi supplementari).

Nota. Prima presentazione pubblica corrispondente a questo stato testuale: seduta di diploma / discussione della tesi, 24 mar 2025, Salone da Cemmo, Conservatorio “L. Marenzio”, Brescia; riproduzione generata al computer (senza interpreti dal vivo).

– s. 2 (gen 2027): autografo digitale integralmente rivisto; partitura e parti, trasposte ove applicabile; testo d’autore definitivo.

Pubblicazioni:

– Casaccia, Alexandre. High Strangeness, Op. 8. Partitura e parti. Edizione auto-pubblicata, 27 gen 2027. DOI: 10.5281/zenodo.17981201 → Riflette s. 2

Testi supplementari:

– Casaccia, Alexandre. La composizione cameristica per legni e pianoforte dalle origini ai giorni nostri; l’esempio del quartetto “High Strangeness” per flauto, clarinetto, fagotto e pianoforte, W. 1. Tesi di diploma accademico di secondo livello in Composizione, Conservatorio “L. Marenzio”, Brescia, Scuola di Composizione, anno accademico 2023/24. Relatore: Federico Biscione. Presentata il 24 mar 2025. Edizione auto-pubblicata, 02 ott 2026. DOI: 10.5281/zenodo.23101732 → Contiene s. 1 (Parte III, pp. 55–83)

Diritti: © 2027 Alexandre Casaccia. Tutti i diritti riservati.