Op. 5 – LABYRINTH (2026) — ca. 12′
Dedicato al pianista concertista e didatta Riccardo Insinga
Ciclo pianistico · ca. 12′ · Tre movimenti
Pianoforte solo
Nota di sala:
Labyrinth è un ciclo pianistico in tre movimenti in cui si articola un linguaggio di lirismo concentrato a partire da un repertorio di materiali contenuto ma finemente differenziato. In superficie, la musica è di un’immediatezza disarmante — melodie congiunte, funzioni tonali chiaramente articolate e figurazioni d’accompagnamento in ritmi regolari — mentre la scrittura sottostante resta rigorosamente argomentata. L’intero ciclo è percorso da una caratteristica dialettica che oppone figure discendenti, congiunte e gravitazionali a gesti ascendenti e arpeggiati: un gioco di lamento (L) ed élan vital (A), proiettato orizzontalmente e verticalmente nella melodia, nell’armonia e nella texture. Nessuno dei due profili ricorre come motivo fisso; ciascuno assume invece una forma distinta in ciascun movimento.
Il movimento iniziale, Impulse-Echo, introduce questo linguaggio entro un compatto disegno tripartito liberamente derivato dai principi della forma-sonata. Una breve introduzione, basata sull’insistente ripetizione di una forma composta in quattro note di L, stabilisce il centro tonale, il vocabolario ritmico e il carattere espressivo del movimento. La successiva esposizione, articolata in due sezioni, è definita meno dal contrasto tematico che dal tempo, dalla texture e dalla densità motivica: una prima sezione irrequieta mantiene A e L in continua interazione contrappuntistica, mentre una seconda sezione più lenta e cantabile porta L in primo piano su un accompagnamento più semplice. Fra le due, la figurazione iniziale di semicrome ritorna in un misterioso rallentando, formando una soglia fra le due sezioni. Uno sviluppo centrale (Durchführung) frammenta e ridistribuisce i due profili nel corso di una modulazione continua, prima che una ripresa compressa rispecchi l’esposizione in ordine inverso, richiamando brevemente il materiale più lento in canone prima di ristabilire la texture iniziale.
Il movimento centrale, Memory, offre un unico paragrafo cantabile governato da una concezione parabolica: il corpo principale in mi minore — sottodominante rispetto ai movimenti esterni — è incorniciato da passaggi in mi bemolle minore che fungono, per via enarmonica, da regione di dominante tensiva. Il piano tripartito — presentazione, intensificazione, ripresa — traccia un arco complementare di accumulazione e distensione. Una linea discendente (L) si dispiega quasi disadorna in lunghe frasi prima di invertirsi e risalire verso la cadenza (A). Al culmine centrale — e dunque al centro del ciclo — la discesa iniziale ritorna, preceduta da una vigorosa quinta ascendente, intensificata dagli sforzandi e da enfatiche ripetizioni nel basso. Questo salto ascendente anticipa sia la forma successiva di L sia il perno motivico, punto di congiunzione fra A e L nel movimento finale.
Il movimento finale, Parable, adotta un disegno di tema e variazioni e rende esplicita l’idea parabolica nel profilo del tema. Un gesto arpeggiato ascendente è collegato ad una linea congiunta discendente, riunendo A e L in successione entro un unico enunciato tematico senza cancellarne le distinte identità. Nel corso di cinque concise variazioni, i due profili restano in relazione attiva: vengono separati, ridistribuiti, sovrapposti e posti in interazione contrappuntistica, mentre la componente discendente può estendersi in un moto scalare più ampio ed emergere gradualmente come forza dominante. Sul piano armonico, il movimento riafferma il si minore e funge da summa nella quale la traiettoria sottostante dell’opera viene progressivamente chiarita. Nel suo insieme, Labyrinth si legge come un’unica curva coerente: i suoi tre movimenti tracciano il mutevole rapporto fra due profili opposti, offrendo al tempo stesso punti di vista complementari su un repertorio ristretto di contorni diatonici affini, continuamente rinnovati dalla riconfigurazione armonica e ritmica.
Composizione: Como, mag–lug 2025 (s. 1), come revisione/consolidamento da fonti precedenti (cfr. Storia testuale / genealogia); set–ott 2026 (s. 2); testo d’autore definitivo completato 12 ott 2026
Forma/struttura: ciclo in 3 movimenti — I. Impulse-Echo; II. Memory; III. Parable
Serie d’organico: CICLO PIANISTICO n. 1
Organico: PIANOFORTE SOLO
Storia testuale / genealogia:
La genealogia registra i rapporti documentati tra le fonti a livello dei singoli movimenti. Le frecce indicano legami genetici che implicano trasmissione, riconfigurazione e successivo assorbimento di materiale precedente nel ciclo. Salvo diversa indicazione, le date si riferiscono alle date di deposito Patamu dei relativi testimoni. I numeri Op. obsoleti sono riprodotti, ove disponibili, nella forma registrata nelle fonti citate e al solo fine di agevolarne l’identificazione; non hanno alcun valore classificatorio nel presente catalogo. Le indicazioni di tonalità riportano il centro tonale attestato nella fonte e la collocazione tonale finale adottata nell’Op. 5. Le genealogie dei singoli movimenti citano soltanto i testimoni che segnano uno sviluppo testuale o genealogico significativo; le trasmissioni puramente ridondanti possono essere omesse.
I. Impulse-Echo — Suite Lirica (sette pezzi) Op. 1b, n. 1 Lieve, fugace; largo (15 feb 2022). do♯ → si minore
II. Memory — Notturno (19 ago 2020), con una coda derivata dall’incompiuta Fantasia (Tre Pezzi, n. 3) → Quattro Pezzi, n. 3 Largo (18 set 2020) → Suite Lirica (quattro pezzi), n. 1 Largo elegiaco; presto; largo (21 apr 2021) → Suite Lirica (sette pezzi), Op. 1b, n. 4 Largo elegiaco; quasi tempo I; andante; largo (15 feb 2022). Dialettica mi♭/mi minore invariata
III. Parable — Suite Lirica (sette pezzi) Op. 1b, n. 3 Desolato, tragico; quasi doppio mov.t; placato (15 feb 2022). do → si minore
Nota. Quando, nel maggio 2025, Casaccia intraprese il consolidamento della propria precedente produzione pianistica e fissò l’architettura di sedici preludi di Aspiration to Enfold All — nello stato successivamente incorporato come Libro II dell’Op. 7 — confermò simultaneamente un destino separato per i restanti movimenti della Suite Lirica, riservati al trittico pianistico. L’intensa riconfigurazione tonale intrapresa per l’Op. 7, Libro II — primo impiego sistematico dello spostamento di tonalità applicato a materiali ereditati — sembra aver fornito sia il modello tecnico sia lo stimolo per legare l’Op. 5 in un ciclo imperniato sul si minore, in dialogo con l’architettura dei preludi appena definita (cfr. Op. 7, Storia testuale / genealogia).
– s. 1 (lug 2025): stato iniziale del trittico per pianoforte con titoli di lavoro: Triptych – Toccata, Elegy, Variations; autografo digitale caricato su IMSLP il 07 lug 2025; ciclo in tre movimenti in si minore già stabilito nell’ordine finale.
– s. 2 (ott 2026): autografo digitale revisionato; significativi chiarimenti del contrappunto a livello testuale e dell’incisione; testo d’autore definitivo.
Pubblicazioni:
– Casaccia, Alexandre. Labyrinth, Op. 5. Partitura. Edizione auto-pubblicata, 12 ott 2026. DOI: 10.5281/zenodo.17833537; disponibile anche su IMSLP (n. rif. interno IAC 14). → Riflette s. 2.
Diritti: © 2026 Alexandre Casaccia. Tutti i diritti riservati.
Anteprima della partitura: